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Python

Gli articoli che verranno riportati in questa sezione sono rivolti a dare un punto di partenza rapido per iniziare ad utilizzare questo linguaggio di programmazione.

Di seguito riporto cosa si intende per Python secondo Wikipedia .

Python è un linguaggio di programmazione ad alto livello, orientato agli oggetti, adatto, tra gli altri usi, per sviluppare applicazioni distribuite, scripting, computazione numerica e system testing. Python è spesso paragonato a Tcl, Perl, Java, JavaScript, Visual Basic o Scheme[1]. Fu ideato da Guido van Rossum all’inizio degli anni novanta. Il nome fu scelto per via della passione di van Rossum per i Monty Python e per la loro serie televisiva Monty Python’s Flying Circus[2].

Python è un linguaggio multi-paradigma, che fa della dinamicità, semplicità e flessibilità i suoi principali obiettivi. Supporta il paradigma object oriented, la programmazione strutturata e molte caratteristiche di programmazione funzionale e riflessione. Le caratteristiche più immediatamente riconoscibili di Python sono le variabili non tipizzate e l’uso dell’indentazione per la definizione dei blocchi. Altre caratteristiche distintive sono l’overloading di operatori e funzioni tramite delegation, la presenza di un ricco assortimento di tipi e funzioni di base e librerie standard, sintassi avanzate quali slicing e list comprehension.

Il controllo dei tipi è comunque forte (strong typing) e viene eseguito al runtime (dynamic typing). In altre parole una variabile è un contenitore al quale viene associata un’etichetta (il nome) che, durante il suo tempo di vita può essere associata a diversi contenitori anche di tipo diverso. Usa un garbage collector per la liberazione automatica della memoria.

Python ha qualche similarità con Perl, ma i suoi progettisti hanno scelto la via di una sintassi più essenziale e uniforme, con l’obiettivo di aumentare la leggibilità del codice. Come Perl spesso è classificato come linguaggio di scripting, ma pur essendo utile per scrivere script di sistema (in alternativa ad esempio a bash), la grande quantità di librerie disponibili e la facilità con cui questo linguaggio permette di scrivere software modulare favoriscono anche lo sviluppo di applicazioni molto complesse.